Cos’è RI.CO.PR.I.

RI.CO.PR.I. Restoration and conservation of dry grasslands in southern and central Italy

Project objectives

Obiettivi

Il progetto RI.CO.PR.I. ha come obiettivo principale il recupero e la conservazione di habitat legati alle praterie aride e contraddistinti dai codici 6210: “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)” e 6220: “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea.”

Le azioni del progetto si svolgono all’interno di tre siti di importanza comunitaria (SIC), facenti parti della rete ecologica europea denominata “Natura 2000” di cui due (“SIC Monti Ruffi – versante sud-ovest” nel Comune di Cerreto Laziale e “SIC Monte Guadagnalo” nel Comune di Capranica Prenestina) all’interno del territorio provinciale di Roma ed uno (SIC Dolomiti di Pietrapertosa) nel Comune di Pietrapertosa (PZ) all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Il primo habitat, le praterie Festuco-Brometalia, presente in quasi tutti gli stati membri EU, è tra le comunità più ricche di specie vegetali in Europa e contiene un gran numero di specie rare e in via di estinzione. Il secondo habitat, le Pseudo-steppe della Thero-Brachypodietea ha una distribuzione tipicamente Mediterranea con un’area importante in Spagna, Italia, Francia, Grecia, Portogallo, Cipro e Malta. Un ulteriore obiettivo è la conservazione delle specie di farfalla associate con questi habitat, in particolare Eriogaster catax e Melanargia arge.

Le aree che presentano questi due habitat, che dipendono da opportune pratiche di gestione agro pastorale, sono in continua riduzione e per questo motivo sono considerati tra gli ecosistemi maggiormente minacciati in Europa (EC 2008, LIFE and Europe’s grasslands: Restoring a forgotten habitat). In Italia vi è stata una riduzione del 38% dell’area totale tra il 1970 e il 2000 (Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali 2005, Contributo tematico alla stesura del piano strategico nazionale. Gruppo di lavoro “Biodiversità e sviluppo rurale”), mentre nell’EU vi è stata una riduzione del 12% tra il 1975 e il 1988 e del 12,8% tra il 1990 e il 2003 (FAO 2006, FAO Statistical Yearbook. – FAOSTAT). Una situazione che si riflette anche nei siti Natura 2000 dove il progetto proposto avrà luogo. In una di queste aree di intervento, solo per fornire un esempio, il sito dei Monti Ruffi, l’estensione dell’ habitat delle Pseudo-steppe è scesa dal 55% al 30%,dell’area totale dall’assegnazione del sito.

La riduzione dell’area totale è accompagnata da una frammentazione delle restanti aree di prateria e dal declino delle specie dipendenti da questi due habitat: a livello dell’EU la popolazione di alcune specie è diminuita del 20-50% (EC 2008, “LIFE and Europe’s grasslands: Restoring a forgotten habitat”).

Un esempio significativo è costituito dalle farfalle la cui popolazione si è ridotta del 60% dal 1990 e continua a diminuire (AEA, 2009). Su un totale di 436 specie in Europa 274 dipendono dalle praterie aride (“The European Butterfly Indicator for Grassland species 1990- 2007”, Van Swaay, C.A.M. & Van Strien, A.J., 2008).

Due Province, un Parco Naturale Regionale, una Università e un’Associazione di agricoltori, condivideranno l’impegno per perseguire i seguenti obbiettivi:

– Applicare buone prassi e azioni per proteggere e ristabilire i due habitat e le specie di farfalle ad essi associate, nei 3 siti Natura 2000.

– Ridurre/eliminare le minacce agli habitat e alle specie, in particolare l’abbandono e/o Il pascolo non regolato e l’invasione di specie aliene.

– Stabilire un approccio comune per la protezione a lungo termine di questi habitat basata sul monitoraggio delle specie di farfalle che dipendono da questi habitat

– Aumentare il livello di consapevolezza della popolazione locale e degli stakeholder sull’importanza di tali habitat.

– Stimare il valore economico dei 2 habitat, sia in termini di prodotti (latte, carne e derivati) e di servizi di ecosistema, tenendo conto della documentazione prodotta a livello internazionale, quali, ad esempio, il Sistema di Contabilità Ambientale ed Economica, e il TEEB.

Il progetto si volgerà in tre siti sugli Appennini, 2 nella provincia di Roma e uno nella provincia di Potenza, entrambe parte della regione biogeografica Mediterranea.

 

Luoghi

Nome dell’area di progetto: Monte Ruffi

Il SIC “Monte Ruffi (versante sud ovest)” è localizzato nella porzione sud-occidentale del complesso montuoso calcareo dei Monti Ruffi e comprende il Monte Tossicchi ed il Colle Sacrestia. In particolare è delimitato dal Fosso del Fioio a nord, dalla Valle Figuzza ad est, dall’abitato di Cerreto Laziale a sud e dalla valle del Torrente Fiumicino ad ovest. Il sito si estende su una superficie di 579,4 ha, per gran parte di proprietà privata, e ricade all’interno dei Comuni di Cerreto Laziale e Ciciliano, in Provincia di Roma, ed è compreso nelle Comunità Montane X Aniene e IX Monti Sabini e Tiburtini.

Nome dell’area di progetto: Monte Guadagnolo

Il SIC “Monte Guadagnolo” ricade, per la maggior parte della sua estensione nel territorio del comune di Capranica Prenestina. Solo piccole parti del territorio ai margini del perimetro del SIC sono situate nei territori dei cinque comuni di Casape, Ciciliano, Pisoniano, Poli, San Gregorio da Sassola, tutti nella provincia di Roma. Il comune di Ciciliano è soltanto confinante con una piccola parte del perimetro del SIC. Il SIC ricade nel territorio della IX Comunità Montana – Monti Sabini e Tiburtini.

La superficie totale del SIC è di ha 569 ettari con una altezza media di 1.033 m s.l.m..

L’area del SIC si estende sui Monti Prenestini, un complesso carbonatico orientato in senso NS e situato quasi al centro del Lazio,

Nome dell’area di progetto: Dolomiti di Pietrapertosa

Il SIC-ZPS Dolomiti di Pietrapertosa ricade nei territori comunali di Pietrapertosa e di Castelmezzano, in provincia di Potenza. L’area del SIC-ZPS Dolomiti di Pietrapertosa rientra all’interno del complesso geologico denominato “Dolomiti Lucane”, situate nell’Appennino Lucano da dove dominano la parte centrale della Val Basento. Le "Dolomiti", così dette in quanto le loro cime sono caratterizzate da alte guglie che ricordano alcune delle vette più note delle Dolomiti alpine vere e proprie, emergono in verticale nel cuore della Basilicata, sulla riva ovest del fiume Basento, il fiume più lungo della Basilicata.

 

Azioni e mezzi:

Le azioni preparatorie includeranno un certo numero di studi al fine di stabilire lo stato ex ante

dei 2 habitats *6210 e *6220 e le specie di farfalle ad essi associate. Saranno condotti studi sulla

qualità e sullo stato dei pascoli, numero e tipo di unità di bestiame, al fine di raccogliere dati utili per il piano sui terreni di pascolo.

Saranno preparati 3 piani specifici per ciascuno dei 3 siti Natura 2000, oggetto del progetto.

Il miglioramento dello stato di conservazione degli habitat e delle specie di farfalle come risultato delle azioni intraprese, sarà valutato mediante studi ex post.

Le azioni nella sezione A includono uno studio per stimare il valore economico dei servizi di ecosistema forniti dai 2 habitat.

Le azioni preparatorie includeranno la stesura di progetti esecutivi per tutte le azioni da intraprendere nella parte C del progetto e la firma di tutti gli accordi tra i beneficiari e i partner.

Azioni concrete di conservazione: le misure previste mirano al recupero, al miglioramento

e alla conservazione a lungo termine dei 2 habitat prioritari e della loro fauna, in particolare le

farfalle. Le azioni concrete includeranno l’analisi delle misure specificate nei 2 modelli di

gestione “MANAGEMENT of Natura 2000 habitats” pubblicati dalla Commissione Europea per questi habitats.

L’azione principale è l’implementazione dei piani di pascolo, in collaborazione con gli allevatori locali.

Ciò è finalizzato allo sviluppo di un pascolo razionale al fine di evitare il pascolamento sovradimensionato e sottodimensionato e per raggiungere molteplici benefici sia per habitat/farfalle sia per il bestiame. A questo scopo:

– 100 pecore saranno acquistate per consentire un pascolo misto ed equilibrato, che è la migliore opzione per garantire la conservazione di habitat seminaturali.

– 12 abbeveratoi saranno restaurati in modo da distribuire il carico di pascolo su una superficie più ampia, per ridurre il sovrasfruttamento delle praterie e per ristabilire il pascolo nelle aree da cui è sparito.

– le recinzioni elettriche e di legno realizzate durante il progetto saranno utilizzate per regolare gli orari, i luoghi e il carico di pascolo.

Si procederà alla rimozione selettiva di arbusti e cespugli (Rubus sp., Rosa sp., etc), l’eradicazione della specie nitrophilous ruderal (Silibum marianum e Onopordum acanthum) e di piante infestanti (Robinia pseudoacacia e Ailanthus altissima) per recuperare la superficie di prateria arida colonizzata da tali specie.

Inoltre, si procederà ad un’opera di ingegneria naturalistica per ristabilire le aree erose comprese

nei 2 habitat prioritari.

Infine, sarà istituita una banca del germoplasma per garantire la conservazione a lungo termine ex situ delle specie caratterizzanti le due aree di prateria arida.

Sensibilizzazione pubblica e disseminazione dei risultati: il progetto sarà supportato da una serie di azioni di comunicazione. Un piano di comunicazione definirà l’identità grafica utilizzata per la

preparazione di una brochure e i sommari esecutivi dei piani di pascolamento, che saranno

distribuiti e pubblicati nel sito del progetto, aperto durante il progetto.

La sensibilizzazione si otterrà anche nei 9 meeting previsti con gli allevatori, con la partecipazione a fiere e mostre locali, attività didattica nelle scuole locali e il posizionamento di cartelloni nei pressi delle aree dove le azioni concrete saranno intraprese.

Sarà organizzata una conferenza finale internazionale per presentare i risultati del progetto e per

scambiare esperienze con altri beneficiari/manager dei siti Natura 2000 e per produrre commenti e integrazioni ai modelli di gestione CE per i due habitat prioritari.

Sarà prodotto e distribuito un report divulgativo.

Funzionamento generale del progetto e monitoraggio si condurrà attraverso uno specifico Comitato direttivo, istituito all’inizio del progetto, con rappresentanti di tutti i partner, e un comitato esecutivo, con un project manager, che lavorerà full time per l’intera durata del progetto, e 3 co-coordinatori, con responsabilità nei campi scientifico, di comunicazione e amministrativo. I partner del progetto nomineranno anche esperti nei differenti campi (botanici, geologi, esperti di farfalle, agronomi, esperti socio-economici ed esperti nei campi di comunicazione e amministrativo) – per sovraintendere in maniera integrata ad azioni per i quali essi sono competenti.

I compiti di gestione includeranno anche la produzione di un piano di conservazione post LIFE,

il networking con altri progetti EU riguardanti gli stessi habitat e specie, il reporting alla Commissione e l’assicurarsi che tutti i documenti fondamentali e i deliverables (prodotti) siano rispettati entro il time-table concordato e sarà condotto un audit indipendente del report finanziario finale.

Risultati attesi (risultati e conseguimenti):

conservazione a lungo termine dei 2 habitat prioritari e delle popolazioni di farfalle da essi dipendenti, derivante dall’implementazione dei piani di pascolamento su circa 420 ha di praterie aride

– recupero di 19 ha dei due habitat *6210 e *6220 mediante rimozione selettiva di arbusti (Rubus sp., Rosa sp., etc)

– recupero di 2,5 ha di superficie di praterie aride mediante rimozione di specie nitrophilous ruderal

(Silibum marianum e Onopordum acanthum) e di 2.700 mq mediante eradicazione di specie infestanti (Robinia pseudoacacia and Ailanthus altissima)

– ripristino di 6.000 mq di superficie di habitat prioritari applicando tecniche di ingegneria naturalistica

– ripristino di 12 abbeveratoi

– miglioramento dello stato di conservazione dei 2 habitat prioritari di prateria arida e della loro

biodiversità faunistica mediante il mantenimento della razza bovina locale Podolica e l’acquisto

(100 unità) e reintroduzione della specie ovina locale Sopravissana

conservazione ex-situ a lungo termine del germoplasma di almeno 20 specie strutturali di piante nei 2 habitat prioritari

– coinvolgimento degli allevatori locali nell’implementazione dei piani di pascolamento dei 2 habitat prioritari

aumentata consapevolezza degli allevatori, delle scuole locali e dei turisti nei 2habitat prioritari e delle specie di farfalle ad essi correlate

– scambio di buone prassi ed esperienze con altri beneficiari/manager dei siti Natura 2000

– aumentata conoscenza degli habitat *6210 e *6220 e delle specie di farfalle ad essi associate

– acquisizione di valore socio-economico di servizi di ecosistema offerti dai 2 habitat *6210 e *6220